Itinerario Indro Montanelli

Nel Parco Nazionale della Majella, in località Majelletta, partendo dal Rifugio Bruno Pomilio esiste un sentiero dedicato al grande giornalista Indro Montanelli. Il sentiero pedonale lungo 2,5 km è con fondo in asfalto, dunque di agevolissima percorribilità e adatto a tutti.

Come si raggiunge

Da Pescara: per Autostrada A25 uscita Alanno-Scafa verso Scafa poi prendere SP65, e seguirla per 18 km fino a Passo Lanciano. Svoltare a destra sulla SP220 e percorrerla per 8 km fino al Rifugio Pomilio.

Da Roma: per Autostrada A24/A25 uscita Alanno-Scafa verso Scafa poi prendere SP65, e seguirla per 18 km fino a Passo Lanciano. Svoltare a destra sulla SP220 e percorrerla per 8 km fino al Rifugio Pomilio. 

Punti panoramici

La straordinarietà del percorso sta proprio nelle sue spettacolari vedute: un sorprendente panorama che abbraccia il Gran Sasso e il Mar Adriatico, offrendo scorci del vallone dell’Orfento, uno dei più selvaggi solchi che incidono la montagna “madre”.[1]

Dunque la singolarità della Majella sta nella possibilità che offre di poter ammirare contemporaneamente mare e montagna il che, con la neve, ha un effetto estremamente suggestivo. Per questo nei dintorni sorgono numerose strutture alberghiere, soprattutto a ridosso degli impianti sciistici.

Luoghi di interesse naturalistico e/o storico da visitare

L’importanza di questo luogo è soprattutto storica, anche se è possibile osservare la bellezza della boscaglia di pino mugo, cespuglio aghiforme sempreverde inserito nell’elenco delle piante officinali spontanee. In primo luogo il tragitto che conduce all’inizio del sentiero è costellato da tholos: per strappare terra e pascolo alla montagna, i pastori e i contadini della Majella faticosamente bonificavano il terreno dalle pietre. Con la pietra di risulta davano poi vita a una tipologia di costruzioni frequenti sui pascoli di montagna: le capanne a tholos, dette in dialetto “pajare”. Con queste rudimentali architetture hanno scritto un capitolo non trascurabile della storia dell’architettura abruzzese. Innalzate con un ingegnoso e rudimentale sistema di costruzione a secco (senza l’uso di cementi né di archi e volte), oggi sono classificate e protette da una apposita legge regionale. Per vederne in abbondanza stando comodamente in auto basta percorrere la strada che da Roccamorice sale verso la Majelletta.[2]

Un altro punto di interesse storico è il Blockhaus. Una volta percorso il sentiero Indro Montanelli, ovvero arrivati alla fine dell’area pedonale asfaltata, inizia un cammino che aggira un colle sulla cui cima c’è il Blockhaus. Si tratta di un fortino risorgimentale, ora in rovina, che testimonia gli anni di brigantaggio successivi all’Unità d’Italia[3]. L’edificio, di origine borbonica, venne costruito per volere dei piemontesi nel 1866. Ospitò una guarnigione di mercenari austriaci (da cui il nome blockhaus) che presiedevano questo punto strategico come deterrente per il passaggio dei briganti. Infatti la presenza dei militari contribuì alla cattura di Domenico Di Sciascio, il più famoso capobanda della Majella. Venne infatti ucciso da un altro brigante, Nicola Colanero, riscuotendo una taglia di 4000 lire.[4]

Il viaggio di ritorno è molto semplice: bisogna ripercorrere lo stesso sentiero. Il consiglio è di percorrerlo sulla sinistra all’andata e dalla parte opposta al ritorno per ammirare entrambi i versanti.[5]

Breve descrizione del sentiero segnalato:

Il percorso parte comodamente da un ampio parcheggio e si supera la sbarra che ne indica l’inizio. Infatti su una colonna a sinistra si può leggere il nome del sentiero “Indro Montanellli”. Il percorso si presenta in salita con una pendenza del 3-4%. Procedendo sulla strada si aprono due paesaggi opposti: a destra il gruppo del Gran Sasso e a sinistra il mare Adriatico. Dopo aver percorso 2,5 KM si arriva ad una capanna di legno dove è possibile entrare salendo degli scalini. Qui si conclude il percorso asfaltato e inizia quello sterrato. Questo tratto, non adatto a carrozzine e passeggini, conduce al famoso rudere del Blockhaus.

Parcheggi

Il parcheggio si trova all’inizio del sentiero e subito dopo la fine della strada che porta al rifugio. E’ ampio, asfaltato, grande e comodo.

Punti d’acqua potabile

Lungo il sentiero non ci sono punti d’acqua, pertanto per intraprenderlo è necessario fornirsene prima, magari anche al bar del rifugio.

Bagni pubblici

Nei pressi del sentiero è possibile acceder ai bagni del Rifugio. Ce ne sono due uno per uomini e l’altro per donne e sono entrambi accessibili

Punto di ristoro

A ridosso del sentiero sono presenti il Rifugio Pomilio e un po’ più giù l’Hotel Mamma Rosa. Le strutture sono dotate all’interno di bagni accessibili, di bar e di tavoli per sedersi e bere o mangiare qualcosa. Il Rifugio Bruno Pomilio, a quota 1980 metri slm, è quello più vicino al nostro sentiero. I posti letto sono 26, suddivisi in 8 camere. Per mangiare ci sono una settantina di posti ed è dotato di servizi igienici con acqua calda, riscaldamento interno, sala relax, biblioteca. Il bar offre ristoro solo all’interno in quanto non sono presenti all’esterno punti ombra per riposare.

Presenza di ausili in loco. Non presenti.

Presenza di volontari e personale di supporto: Non presente

Caratteristiche del percorso:

tipologia di viabilità: percorso su asfalto, si cammina percorrendo il filo di cresta, largo 2 metri circa, strada dismessa ma in ottime condizioni

grado di difficoltà: praticamente nullo

dislivello:  3-4% di dislivello

punti di sosta dotati di panche riparate: sono presenti panchine di legno o in pietra, ma non coperte.

manto del tracciato: asfalto

percorribilità: percorribile in gruppo, a piedi o in carrozzina, ma non in auto.

confort sul percorso: non ci sono punti di approvvigionamento d’acqua potabile né aree coperte. Di tanto in tanto ci sono delle panche su punti panoramici.

confort all’arrivo: al termine della passeggiata c’è una piccola capanna che segna l’attacco del sentiero su percorso di montagna che conduce al Blockhaus. Qui termina il percorso facilitato, pertanto si deve tornare indietro percorrendo la stesso tracciato dell’andata.

periodo consigliato: primavera inoltrata, estate, inizio autunno. Il rifugio Bruno Pomilio è sempre aperto, ma è accessibile in auto solo nei mesi estivi, mentre nei mesi invernali l’accesso avviene esclusivamente a piedi o con gli sci, poiché attualmente la carrozzabile rimane chiusa per neve da novembre ad aprile.[6] 

peculiarità: il percorso è di interesse naturalistico, escursionistico e paesaggistico. In inverno si può praticare lo sci da discesa.

Contatti delle strutture vicine

Rifugio Pomilio Località Majelletta CH – 66010 Rapino (CH)
Tel. 0871 447830
Sito: http://www.caichieti.it/215/rifugio_bruno_pomilio_alla_majelletta.html

 

Hotel Mamma Rosa Località Majelletta 35 66010 Pretoro (CH)
Tel. 0871 896144 e Fax: 0871 896052
Email: info@mammarosa.it
Sito: http://www.mammarosa.it/

La denominazione deriva proprio dal nome della Signora Rosalinda, che accoglieva con il calore di una madre tutti gli escursionisti e frequentatori del rifugio Pomilio. Da qui la scelta di chiamare la struttura Mamma Rosa

 

[1] AA.VV. Meraviglie sconosciute d’Abruzzo, vol. 3. Suggestioni d’alta quota, Il Blockhaus, Edizioni Carsa, Sambuceto di San Giovanni Teatino (CH), 2007, pp. 67-69

[2] http://www.abruzzo-vivo.it/i-tholos-della-majella/

[3] AA.VV. Meraviglie sconosciute d’Abruzzo, ibidem

[4] http://www.majellando.it/trekking-abruzzo-majella-la-tavola-dei-briganti/

[5] http://www.parcomajella.it/

[6] http://www.caichieti.it/215/rifugio_bruno_pomilio_alla_majelletta.html

 

Fotogallery