Rocca Calascio

La visita di Rocca Calascio è una delle più emozionanti e indimenticabili del Parco. Siamo nei “Campi aperti della Baronia di Carapelle” posti in un’area che comprende i comuni di Santo Stefano di Sessanio, Calascio e Castelvecchio Calvisio. L’area rientra integralmente nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. La significatività del luogo è data dalla persistenza storica e dalla bellezza di un paesaggio legato al pascolo. Tra la fine del Duecento e l’inizio del Trecento il territorio ha visto la Baronia di Carapelle, un importante dominio feudale. Da qui l’importanza di Calascio e della sua straordinaria rocca.

Come si raggiunge

Da Pescara: seguire E80 e A25 in direzione di Strada Statale 5/SR5 a Popoli. Prendere l’uscita Bussi-Popoli da A25/E80. Quindi immettersi su Strada Statale 153/SS153 e Strada Provinciale 8/SP8 in direzione di Calascio.

Da Roma: seguire A24 in direzione di SS17bis a L’Aquila. Prendere l’uscita L’ Aquila Est da A24. Quindi immettersi su Strada Statale 17 e Strada Provinciale 8/SP8 fino a Calascio.

Punti panoramici

Il percorso, sia che si parta dal centro abitato di Calascio, camminando sulla strada asfaltata, sia che si inizi dal parcheggio a ridosso dell’antico borgo di Calascio, regala un panorama mozzafiato. Una volta raggiunta la rocca è possibile ammirare il paesaggio nella sua interezza: la Valle del Tirino, l’altopiano di Navelli, la piana di Campo Imperatore e le catene montuose della Majella e del Gran Sasso.

Luoghi di interesse naturalistico e/o storico da visitare

Rocca Calascio, posta all’estremità più elevata dell’omonimo borgo abbandonato, è un fortilizio, interamente in pietra, di eccezionale complessità costruttiva per la posizione nella quale è stata edificata. La fortificazione ha avuto un uso esclusivamente militare. Era un’importante presidio difensivo con un punto di vista privilegiato, considerato il vasto territorio che dominava. L’attuale rocca è frutto di un rifacimento del XV secolo su preesistente torre medioevale. Distrutta dal rovinoso terremoto del 1703, è stata soggetta a una serie di restauri conservativi tra il 1986 ed il 1989. [1]

La posizione era strategica nel controllo del percorso tratturale aquilano.[2] Qui infatti passava l’antico tratturo L’Aquila-Foggia. A testimonianza della florida attività pastorale rimangono interessanti edifici civili e religiosi, tutti databili dal XIV al XIX secolo nel centro abitato di Calascio.[3]

Con la dominazione aragonese fu istituita la “Dogana della mena delle pecore in Puglia” e la pastorizia transumante divenne la principale fonte di reddito dell’antico Regno di Napoli. Fu quindi un momento di notevole sviluppo per i paesi della Baronia che, nel 1470, possedevano oltre 90.000 pecore e fornivano ingenti quantitativi di pregiata “lana carapellese” a città come L’Aquila e Firenze.[4] Di Calascio era infatti, nel 1670, uno dei primi dieci venditori di lana del Regno di Napoli. La produzione casearia era rinomata allora come oggi. La fortificazione militare della rocca era legata un tempo alla baronia dei Carapelle, per poi passare sotto i Piccolomini, per citare solo due delle più importanti famiglie che ne furono proprietarie.[5]

Altro edificio estremamente suggestivo, accanto a Rocca Calascio, è la chiesa di Santa Maria della Pietà, un tempietto ottagonale di gusto bramantesco. Sorto su di una preesistente edicola votiva, venne edificato alla fine del XVI secolo. L‘edifico è una delle tappe di un antico percorso devozionale.[6] La chiesa è raggiungibile per mezzo di una stretta strada sterrata che costeggia le fondamenta della rocca.

Dal punto di vista storico naturalistico è interessante notare anche il lavoro che nei secoli hanno compiuto i pastori: nell’opera di bonifica dei terreni dal pietrame, nato dall’esigenza di bonificare campi e pascoli per sfruttare il sottile strato di terra fertile e le magre erbe che crescono tra i calcari affioranti, i pastori hanno dato vita ad accumuli di materiale pietroso in forma di piccole colline. Le stesse pietre erano poi utilizzate per erigere muretti che delimitavano gli stazzi. Questi spazi aperti erano il ricovero notturno del gregge, quando le pecore pernottavano all’aperto, vigilate dai cani-pastore. Potevano essere presenti anche dei recinti trapezoidali detti del mungituro, dove le pecore venivano canalizzate e munte dei pastori prima di entrare nello stazzo.[7]

Breve descrizione del sentiero segnalato

Usciti dall’abitato moderno di Calascio si percorre per intero Via di Pizzo Falcone. La strada asfaltata dopo alcuni tornanti, conduce alle porte dell’antico borgo di Calascio.

Qui si parcheggia. Il percorso, che dal parcheggio conduce sino alla sommità della rocca, non è adatto ai disabili in carrozzina. Dal posteggio asfaltato si deve risalire una via lastricata di ciottoli in pietra che percorre il borgo. Il tratto è tutto in salita, esso si presenta un pò sconnesso e con numerosi scalini. Qui si possono ammirare i caseggiati ristrutturati del borgo che rimane comunque molto selvaggio. Quindi ci si inerpica su di una breve mulattiera sassosa attraverso la quale si raggiungono i ruderi della rocca. Il tragitto è molto semplice da individuare ed è estremamente poetico e panoramico. Si passa tra le rocce naturali e i ruderi della fortificazione, ad ogni passo è difficile non fermarsi a guardare i panorami che si alternano in ogni direzione. Si raggiunge un ponte levatoio oltrepassando il quale si entra nella fortificazione ristrutturata. Si può percorrere tutto il perimetro e, nonostante le alte mura, si continua ad ammirare il paesaggio intorno dalle feritoie situate nelle 4 torri. Intorno al perimetro un corpo centrale che non essendo chiuso non è possibile l’accesso.

Parcheggi: Quando la strada asfaltata (Via di Pizzo Falcone) che conduce all’antica Calascio è aperta al traffico (gennaio-giugno/ settembre-dicembre), è possibile percorrerla in auto fino a un piccolo spiazzo antistante l’ingresso al borgo. In questo slargo asfaltato si parcheggia comodamente. I posti auto sono una decina circa.

La strada carrabile, che porta al parcheggio, consente con difficoltà il passaggio di due auto affiancate. Pertanto non è possibile l’uso di bus granturismo per raggiungere il punto di partenza dell’itinerario. Inoltre nel piccolo parcheggio non vi sarebbe spazio di manovra.

Durante il periodo di divieto al transito, il Comune di Calascio attiva un servizio bus navetta.[8]

Punti d’acqua potabile: Non sono presenti fontane pubbliche lungo il percorso. Ma, nel borgo ristrutturato, ci sono luoghi pubblici (bar e ristorate) dove è possibile acquistare l’acqua in bottiglia.

Bagni pubblici: In prossimità degli itinerari non vi sono servizi igienici per disabili. Nel borgo antico nel periodo estivo c’è un bar e un ristorante, ma con numerose barriere architettoniche. Esistono due bar nella parte moderna di Calascio, ma entrambi sono privi di facilitatori per l’ingresso di persone in sedia a rotelle.

Punto di ristoro: Nella parte antica di Calascio è presente più di punto di ristoro, aperto sicuramente nel periodo estivo e nei giorni festivi durante tutto l’anno.

Presenza di ausili in loco: Non presenti.

Presenza di volontari e personale di supporto: Non presenti.

Caratteristiche del percorso 1

tipologia di viabilità: Non è possibile percorrere questo tragitto con le carrozzelle. Il percorso lo si affronta esclusivamente da soli con le proprie gambe.

Il percorso è caratterizzato da un primo tratto in asfalto, poi dentro il borgo diventa una strada lastricata in pietra con qualche punto sconnesso, si affronta qualche scalino e infine diventa sentiero tipico di montagna su terra e roccia. Il tracciato che conduce alla rocca consente spesso di camminare solo in fila indiana.

grado di difficoltà: il percorso non presenta punti difficoltosi o pericolosi. Non è mai esposto. Esso si volge per l’andata in salita e al ritorno in discesa.

dislivello: 3/4%

punti di sosta dotati di panche riparate: Non presenti. Nel borgo antico è possibile riposare sedendosi su di uno scalino, uscio di porta o roccia. Non vi sono ripari.

manto del tracciato: lastricato in pietra, sterrato, sassoso.

percorribilità: a piedi

confort sul percorso: non ci sono punti di confort determinati e predisposti ad hoc.

confort all’arrivo: la Rocca è completamente esposta essendo priva di copertura. Non ci sono sedute per il riposo

periodo consigliato: tutto l’anno.

peculiarità: il percorso è straordinariamente rilevante dal punto di vista storico e paesaggistico.

Contatti delle strutture vicine

Comune di Rocca Calascio via Padre Mario, 1 – 67020 Calascio (AQ)

tel:  0862 930132 – fax: 0862 930174

http://www.comune.calascio.aq.it

Info: comune.calascio@comune.calascio.aq.it

[1] http://www.roccacalascio.info/informazioni-rocca-calascio/la-rocca

[2] Marialuce Latini, a cura di, Guida ai Castelli d’Abruzzo, Carsa Edizioni, 2000, pp. 67

[3] Marialuce Latini, a cura di, Le vie della Transumanza in Abruzzo, Carsa Edizione, Pescara, 2000, pp. 41-45

[4] http://www.comune.calascio.aq.it/c066014/zf/index.php/storia-comune/

[5] Le vie della Transumanza in Abruzzo, ibidem

[6] ibidem

[7] https://blogcamminarenellastoria.wordpress.com/tag/abruzzo/

[8] http://www.comune.calascio.aq.it/po/mostra_news.php?id=141&area=H

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