Altri luoghi accessibili

Segnaliamo:

Per la chiesa di San Bernardino: E’ STATO ISTALLATO UN SUPPORTO TATTILE RAFFIGURANTE LA FACCIATA.

La chiesa di San Bernardino, del 1472, si trova al termine dell’omonima e scenografica scalinata, nel centro storico dell’Aquila sull’omonima strada.

La chiesa custodisce le spoglie di San Bernardino da Siena (1380-1444) – predicatore dell’Ordine dei Frati Minori morto a L’Aquila e proclamato santo nel 1450. Il terremoto del 1703 danneggiò gravemente la chiesa, che fu ristrutturata secondo le modalità architettoniche dell’epoca. Nel 1946, per volere di papa Pio XII, rieceve il titolo onorifico di basilica minore.

A seguito del terremoto del 6 aprile 2009 è stata restaurata e riaperta il 2 maggio 2015.

All’esterno spicca l’imponente facciata in pietra calcarea che la rende protagonista indiscussa dello spazio urbano circostante. L’interno della chiesa è a croce latina ed è composto da tre navate e da un vano ottagonale, coperto da una cupola. Lungo la navata destra, la seconda cappella custodisce la splendida pala d’altare in terracotta smaltata, opera di Andrea della Robbia, nipote del famoso artista fiorentino Luca della Robbia, raffigurante l’Incoronazione della Vergine, la Resurrezione ed episodi della vita di Gesù. Nell’ultima cappella si trova il monumento funebre del santo, in marmo, realizzato dall’artista Silvestro di Giacomo da Sulmona (detto anche Silvestro dell’Aquila) negli anni 1488-1504, su richiesta del facoltoso mercante aquilano Jacopo di Notar Nanni.

Infine, il visitatore potrà ammirare il prezioso soffitto in legno e oro e il maestoso organo posto sull’ingresso principale, entrambi settecenteschi.

 

Per il Convento di San Giuliano: SI ORGANIZZANO APPOSITE VISITE GUIDATE PER DISABILI

Il convento sorge su di una collina boscosa che si affaccia su L’Aquila. Esso è stato fondato da frate Giovanni da Stroncone (1415) e verso la metà del quattrocento vi soggiornò San Bernardino da Siena. Negli ultimi decenni il convento è stato ammodernato per renderlo funzionale come centro di studi, di spiritualità e di ricerca. Una bella scalinata precede la Chiesa dalla facciata moderna, il cui interno barocco è ad una sola navata. Vi sono notevoli altari lignei dorati. A sinistra, una cappella conserva il corpo del Beato Vincenzo dell’Aquila in un’urna racchiusa in un armadio e circondata da una sontuosa decorazione cinquecentesca. In fondo al coro vi è un grande affresco raffigurante l’adorazione dei Magi (18º secolo). Attraverso una porta laterale del coro si entra nel chiostro grande (16º secolo) con gli affreschi seicenteschi (sono 18, su fondo blu) dedicati a San Giovanni da Capestrano. Nel giardino dei fiori sorge il conventino del quattrocento, una primitiva e semplice costruzione addossata alla roccia. Sono stati allestiti i locali annessi alla Chiesa alcuni musei e si dividono in varie sezioni; biologia, mineralogia paleontologia etnico artistica. La biblioteca conventuale contiene 21.000 volumi, fra cui cinquecentine, incunaboli e manoscritti.

Il Convento è aperto da metà giugno a metà settembre e ospita gruppi autogestiti fino a 80/90 persone, con uso di cucina e stanze a due letti con servizi in comune.

 

Per il Museo Nazionale d’Abruzzo Munda: È PRIVO DI BARRIERE ARCHITETTONICHE

Il sisma del 6 aprile 2009 ha determinato la chiusura del Museo Nazionale d’Abruzzo, che era stato fino ad allora opsitato nella fortezza spagnola dell’Aquila. La sede storica, gravemente danneggiata dal terremoto, è tutt’ora oggetto di un complesso intervento di restauro. La nuova vita del Museo ha avuto inizio il 19 dicembre 2015, con la riapertura nel complesso architettonico dell’ex mattatoio comunale dell’Aquila, sito in Borgo Rivera, di fronte alla celebre Fontana delle Novantanove Cannelle

 

Per l’Auditorium del Parco: E’ PRIVO DI BARRIERE ARCHITETTONICHE

L’Auditorium del Parco, anche noto come Auditorium del Castello in virtù della sua collocazione, è un complesso ad uso musicale e teatrale situato all’Aquila, all’interno del parco del Forte Spagnolo. Nato da un’idea di Claudio Abbado e progettato dall’architetto Renzo Piano, è stato realizzato grazie al contributo della provincia autonoma di Trento in segno di solidarietà dopo le distruzioni del terremoto del 2009.  Il complesso si trova su viale delle Medaglie d’Oro, all’interno del parco. È formato da tre cubi, di cui due secondari, contenenti i servizi al pubblico e agli artisti, ed uno principale contenente la sala vera e propria; quest’ultimo è ruotato rispetto alla linea di terra e sull’inclinazione delle due facce inferiori poggiano gli spalti. I tre volumi, realizzati interamente in legno, sono collegati tra loro mediante passerelle e scale in ferro e vetro. La sala dispone di un palco rialzato capace di contenere 40 musicisti circondato da una doppia platea caratterizzata da 8 gradoni sul lato sud e da 2 su quello nord, per un totale di circa 250 posti a sedere (musicisti esclusi); in caso di necessità, i posti della gradinata ridotta (48) possono essere utilizzati dai coristi. La scenografia della sala, di colore rosso, richiama l’abete rosso con cui è stata realizzata parte della struttura. Anche le sedute sono in legno e rivestite in tela rossa. All’interno della struttura, un sistema di pannelli acustici in legno garantisce una perfetta acustica.

Se vuoi segnalare un luogo accessibile, compila il form seguente.